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Grosso e gli attaccanti esterni: dal 38% di reti a Bari al 36,2% col Sassuolo. Reparto da ri-fare

Dentro i dati degli esterni offensivi di Fabio Grosso, sempre con alta partecipazione al gol 

Vincenzo Italiano lo disse e ridisse mille volte: «Ai nostri esterni dico che non devono essere esterni offensivi, ma attaccanti esterni». Il suo 4-3-3 si basava su quello, peccato che i calciatori a disposizione fossero Ikoné, Sottil, Brekalo, Kouame, Callejon e Nico Gonzalez, quest’ultimo unico a distinguersi sotto porta (grazie soprattutto a colpi di testa e rigori). Con l’arrivo di Grosso il concetto dovrebbe essere più o meno lo stesso. Resta da trovare un parco esterni che abbia dei gol nelle gambe e che, a differenza del recente passato, riesca a farli. 

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ESTERNI DI GROSSO. Da quando Grosso allena il suo modulo di riferimento sempre stato il 4-3-3. E gli esterni offensivi, con lui, sono sempre stati attaccanti esterni. A Bari, nel suo primo anno tra i professionisti in B, Galano a destra e Improta a sinistra segnarono 17 e 8 reti sulle 66 totali segnati dai pugliesi, ovvero il 38%. Caso e Insigne al Frosinone contribuirono alla promozione del Frosinone dalla B alla A, con 17 reti sulle 65 totali segnate, ovvero il 26%. Al Sassuolo l’anno scorso, Laurienté ne fece 19, Volpato 4 e Berardi 6, ovvero il 35% dei gol segnati. Quest’anno il copione si è ripetuto, con Laurienté, Berardi e Volpato autori di 17 gol sui 47 totali messi a segno, ovvero il 36,2%. 

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A FIRENZE. Il problema principale della Fiorentina che Grosso allenerà è evidente: non ci sono esterni offensivi in rosa. C’è solamente Sottil, che difficilmente resterà. Ci sarebbe Gudmundsson, che lì ci ha giocato in questa stagione con Vanoli, senza dare grandi risposte, tanto da essere a sua volta un possibile partente. Ci potrebbe essere Solomon, se venisse riscattato a prezzo inferiore rispetto alle cifre pattuite col Tottenham, che a sinistra ha fatto buone cose tra gol, assist e dribbling. In teoria anche Fazzini è stato provato alto a sinistra, ma lo stesso Vanoli disse che lo avrebbe voluto schierare altrove, cioè da mezz’ala, ma per equilibri di squadra è stato impossibile farlo. Da qui le voci e i rumors su diversi giocatori di proprietà del Sassuolo che Grosso conosce molto bene. 

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I FEDELISSIMI DI GROSSO. Laurienté sarebbe il rinforzo perfetto. Grosso lo ha fatto giocare sempre, 38 volte su 38 in questo campionato, venendo  ripagato da 7 reti e 9 assist. In due anni ha messo a referto 26 gol e 15 assist. In totale, da quando è arrivato al Sassuolo, ha segnato 38 reti e 27 assist in 141 presenze tra Serie A, Serie B e Coppa Italia. Volpato è un altro che potrebbe fare al caso dei viola. I suoi numeri non sono eccitanti, con 6 reti e 10 assist in due anni con Grosso. Ma non va dimenticato l’aspetto anagrafico: Volpato è un 2003, Laurienté un 1998. Così come c’è un valore di mercato doppio nel caso di Laurienté rispetto a quello di Volpato. Attaccanti esterni cercasi, dunque. La missione di Paratici è iniziata. Partire da due fedelissimi di Grosso potrebbe essere un buon inizio. 


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