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Fiorentina, mercato e nuovo modulo per uscire dalla crisi

La difesa a tre alla lunga non ha pagato, specie senza Chiesa-Ribery. Errori dietro e scarsa pericolosità davanti. Serve una svolta tra tecnico e mercato.

Blindare la difesa, ottimizzare le risorse a centrocampo, rendere più incisivo l’attacco: è il lavoro che aspetta il nuovo allenatore viola per migliorare la Fiorentina in tutti i reparti e invertire il trend dei risultati.

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L’aiuto del mercato sarà decisivo, scrive Il Corriere dello Sport - Stadio. QUATTRO MEGLIO DI TRE. La difesa a tre, ad esempio, aveva un senso quando era stata provata con successo la carta della coppia Chiesa-Ribery in avanti, ma tanto per cominciare il campione francese sarà assente fino a marzo.

Il rendimento dei tre centrali, poi, è stato soggetto a continui alti e bassi con errori dovuti spesso soprattutto al posizionamento sbagliato dei calciatori della retroguardia e valga per tutti il primo gol subìto dalla Roma: Pezzella va in autonomia a triplicare Pellegrini al limite dell’area mentre Caceres rimane staccato all’indietro, consentendo così a Zaniolo di scattare in posizione regolare per l’assist vincente a Dzeko.

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E la linea a tre era stata pensata e adottata anche per la disponibilità in rosa di Lirola e Dalbert sulle fasce, due esterni sulla carta ad hoc, molto meno nella pratica finora: ecco perché un’idea percorribile può essere quella di tornare a quattro, spostando Caceres sulla sinistra.

ATTACCO PESANTE.  Il terzetto nel mezzo composto da Badelj tra Pulgar e Castrovilli ha bisogno di essere “rinfrescato”, modificato e variato negli interpreti per non diventare sterile così com’è da un po’ di settimane. Poi l'attacco.

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Intanto: Vlahovic rimane? Se rimane, occorre puntarci con decisione affiancandogli almeno un attaccante di spessore. Poi, con Chiesa rimesso fisicamente a posto, si potrà pensare eventualmente a tutte le soluzioni possibili: dal 4-3-3 al 4-2-3-1 che potrebbe esaltare la capacità di inserirsi e le doti tecniche di Castrovilli trequartista.

Di sicuro il nuovo allenatore si dovrà “inventare” qualcosa.

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