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Dal Sassuolo ad oggi: abbonamento ai 3-3 per la Fiorentina, ma soprattutto alle rimonte

Questa Fiorentina non molla mai. Anche contro l'Atalanta ennesima rimonta dopo lo 0-2 iniziale

Quei cori di contestazione per la prima volta anche alla squadra, sul 3-1 per il Sassuolo, evidentemente devono aver smosso qualcosa dentro a questa Fiorentina. Da quella rimonta a Reggio Emilia, era inizio dicembre, ad oggi, quel carattere che era finito sotto accusa per l’incapacità di tenere un risultato anche contro avversari inferiori, adesso si è trasformato in ferocia e voglia di non mollare mai.

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Non sarà abbonamento ai 3-3, ma poco ci manca.

Casualità? Probabilmente sì. Non è invece assolutamente una casualità il fatto che questa Fiorentina riesca a raddrizzare partite ormai date da tutti per perse. Contro l’Atalanta solamente l’ultima di una lunga serie. Iniziata, appunto, a Reggio Emilia.

Da allora, è innegabile, è nata un’altra Fiorentina. Pur nelle difficoltà e nei limiti palesati più volte. Come in qualche rinvio/uscita sbagliato di Lafont, prontamente castigato, come in qualche scellerata decisione di qualche singolo, Hugo su tutti.

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Ma la Fiorentina non molla mai.

Rimonta contro l’Atalanta da 0-2 a 2-2 e da 2-3 a 3-3, rimonta contro l’Inter da 1-3 a 3-3, rimonta contro l’Empoli, da 0-1 a 3-1, col Sassuolo da 3-1 a 3-3, fino al 3-3 in extremis con la Samp dopo aver ribaltato lo 0-1 iniziale dei blucerchiati tramutato da 2-1 in 2-3.

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La rimonta da 1-0 a 1-4 a Ferrara con la Spal, fino al pareggio di Udine ottenuto dopo l’1-0 dei bianconeri.

La Fiorentina c’è, ed è ancora viva. Difficile prevedere una reazione del genere dopo la mazzata dello 0-2 iniziale che avrebbe steso chiunque.

Così come non era scontato riuscire a riprendere il pareggio dopo il 2-3. E non sarà certo un risultato straordinario in ottica doppio confronto con l’andata in casa. Ma sicuramente molto, ma molto, peggio sarebbe stato arrivare alla semifinale di ritorno, a Bergamo, con il ko interno.

Ed è vero che in ogni caso la Fiorentina avrebbe dovuto vincere, ma doverlo fare con un gol di scarto, anziché due, cambia tutto.

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